L’evento di Sabato 25 ottobre 2025, tenutosi al Centro Cultura Contemporanea Circolo dei Nobili di Agrigento, sul tema “Malattie oncologiche: il ruolo della prevenzione, dell’alimentazione e dell’estetica nel percorso di cura”, si è rivelato un successo straordinario, non solo per l’altissimo livello scientifico degli interventi, ma per aver saputo toccare le corde più profonde dell’esistenza umana: la salute, la bellezza e, soprattutto, la felicità legata al cibo.
È emerso con forza un messaggio cruciale: l’alimentazione non è solo una strategia terapeutica o preventiva, ma il vero e proprio luogo della gioia, della socialità e del benessere integrale. Il cibo “che cura” – come brillantemente illustrato dagli esperti, in particolare dai Biologi Nutrizionisti Dario Incorvaia e Matteo Pillitteri – è quello che ci connette alla vita, ai sapori della nostra terra, e ci restituisce il piacere di vivere appieno ogni momento.
Noi agrigentini, eredi di una delle più grandi tradizioni filosofiche e scientifiche del Mediterraneo, dovremmo essere i primi a comprendere questa verità. Nelle nostre radici risiede l’eredità di Empedocle, il sommo filosofo-scienziato agrigentino, che vedeva la natura e i suoi elementi come una danza continua, regolata da Amore e Odio. E in questa danza, il corpo e la sua nutrizione sono centrali.
Empedocle, in un senso profondo e ancestrale, ci insegna che l’armonia della vita dipende dall’equilibrio degli elementi. Non è forse l’alimentazione il nostro modo quotidiano di cercare quell’equilibrio?
Il cibo, secondo la nostra tradizione, è il primo atto di felicità e di cura. Il percorso di guarigione e prevenzione, come sottolineato nel convegno, non può prescindere dalla riscoperta di questo legame primordiale. L’estetica, la cura di sé, la prevenzione oncologica si fondono in una visione olistica che ha il sapore della nostra saggezza millenaria.
Un plauso particolare va alla FIDAPA BPW Italy Sezione di Agrigento, a Omnia Labor APS e all’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri per aver orchestrato un evento che ha elevato il dibattito scientifico a vera e propria celebrazione della vita. E, in fondo, cosa è la cura se non il più grande atto d’amore verso noi stessi e verso i “quattro elementi” che ci compongono, come ci ricordava il nostro illustre concittadino Empedocle? La lezione è chiara: la salute passa per la tavola, e la felicità è un piatto ben cucinato con amore e consapevolezza.











