LA FORZA RIGENERANTE DEL “NON-ANCORA”

LA LECTIO DI CACCIARI A SPHAIROS, AGRIGENTO

Nel cuore pulsante di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025, la rassegna SPHAIROS ha offerto un prezioso incontro ermeneutico con la Lectio Magistralis di Massimo Cacciari, “Gli Antichi e noi”. Non si è trattato di mera rievocazione, ma di un’immersione nell’inattualità rigenerante del pensiero arcaico, strumento critico per sondare le aporie della nostra modernità. Poco prima dell’evento c’è stato anche un brevissimo saluto ed una consegna simbolica della penna dell’ass. Hosàytos. Con un commosso ricordo del filosofo Nunzio Incardona della scuola di Michele Federico Sciacca, e al suo “capolavoro”, appunto Hosàytos, emblema di una metafisica italiana che non temeva e non teme di affrontare la parola che manca – quel concetto centrale della ricerca che si rivela proprio nel suo nascondimento. Questa dimensione del celare che disvela ha segnato il tono del dialogo, fungendo da ponte concettuale verso l’interrogazione cacciariana.

La Lectio si è sviluppata come una radicale demitizzazione della “razionalità impossibile”, ovvero la critica serrata al mito dell’esattezza che ossessiona il sapere contemporaneo. Cacciari ha contrapposto la sapienza antica (da Empedocle, con la sua cosmogonia di Amore e Odio, fino ad Aristotele) alla pretesa quantificante, mostrando come la vera dinamica del pensare risieda nelle aporie, nei “vicoli ciechi” che costringono a una continua rimessa in discussione e, dunque, alla vita stessa della filosofia. Il filosofo ha evocato i Trascendentali “Assolutamente Concreti”, principi fondamentali non come categorie astratte e universali, ma come radici ineludibili dell’esperienza. Si tratta del paradosso ermeneutico per cui l’essere è “talmente contro da essere per”: un’opposizione che nella sua radicalità afferma l’integrità inesauribile dell’esistente. La fecondità di tale prospettiva è testimoniata dal dialogo che ne scaturisce, come l’interesse espresso da Cacciari per scritti su Filone Alessandrino e Vico nati dalla lettura della sua opera Metafisica concreta.

L’ammonimento finale risuona come un severo giudizio sulla nostra epoca: 

“Oggi si sta facendo di tutto per eliminare la filosofia; siamo alla ‘cultura del pasticcio’! Si sta applicando una ideologia riduzionistica in maniera sistematica… Ci ritroveremo a parlare degli antichi solo in una chiave filologica e archeologica.” 

Insegnare a indagare tutto, interrogare tutto è l’unica via per evitare la sterile riduzione dell’essere a ciò che è meramente osservabile e calcolabile. SPHAIROS, riportando il dibattito filosofico nella terra di Empedocle, si conferma come un’iniziativa vitale per riaffermare l’ineludibile funzione critica e rigenerante del pensiero antico sulla nostra contemporaneità.

Questo video approfondisce i concetti chiave del saggio Metafisica concreta di Massimo Cacciari, discutendo i rapporti tra filosofia e scienza, temi centrali anche nella sua lectio. Guarda l’analisi di Metafisica concreta di Massimo Cacciari, sui rapporti tra filosofia e scienza qui.

Francesco Rizzo

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