Lo Studio Teologico “San Gregorio Agrigentino” inaugura l’Anno Accademico 2025/2026 con un evento dedicato al Credo Niceno, focalizzato sul tema: “LUCE DA LUCE: L’UMANO ILLUMINATO DALLA LUCE DEL VERBO”.
Agrigento, 11 dicembre 2025 – Un appuntamento di rilievo ecclesiale e accademico attende la comunità di Agrigento. Lo Studio Teologico “San Gregorio Agrigentino”, affiliato alla Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia “San Giovanni Evangelista” di Palermo, ha organizzato un convegno speciale che servirà da Prolusione Solenne per l’Anno Accademico 2025/2026.
L’evento si terrà giovedì 11 dicembre 2025, con inizio alle ore 17:00, nell’Aula Magna del Seminario Arcivescovile di Agrigento.
Il convegno è dedicato al ricordo del 1700° anniversario del Concilio di Nicea, il fondamentale sinodo ecumenico del 325 d.C. che diede forma al Credo della Chiesa. Il tema scelto, “LUCE DA LUCE: L’UMANO ILLUMINATO DALLA LUCE DEL VERBO”, riprende una delle espressioni teologiche centrali e più evocative definite a Nicea, ponendo al centro la relazione tra la Rivelazione e la condizione umana.
Il programma prevede i saluti iniziali di Don Rino Lauricella Ninotta, Direttore dello Studio Teologico. La Prolusione ufficiale sarà affidata alla Prof.ssa Rossanna Virgili, Docente di Sacra Scrittura presso l’Istituto Teologico Superiore Marchigiano, figura di spicco nel panorama degli studi biblici.
A conclusione dell’iniziativa accademica, è previsto un momento di forte spiritualità con un Pellegrinaggio e una solenne Celebrazione Lucernale che si terrà presso la storica chiesa di Santa Maria dei Greci. La celebrazione sarà presieduta da Mons. Alessandro Damiano, Arcivescovo di Agrigento, unendo così la riflessione teologica all’atto di fede comunitario.
L’iniziativa si configura come un’occasione preziosa per la Chiesa locale e per gli studiosi per riflettere sull’eredità teologica di Nicea e sulla sua rilevanza nella contemporaneità.
Una glossa sul Concilio di Nicea 🕊️
L’anniversario dei 1700 anni del Primo Concilio Ecumenico di Nicea (325 d.C.) non è una semplice commemorazione storica, ma l’occasione per riaffermare la colonna portante della fede cristiana.
Nicea fu convocato dall’imperatore Costantino per risolvere la crisi dottrinale suscitata dall’Arianesimo, che negava la piena divinità di Gesù Cristo. La sua eredità più grande è il Credo Niceno-Costantinopolitano (sebbene completato nel 381), che ha fissato i termini essenziali della fede: in particolare, la definizione del Figlio come “generato, non creato, della stessa sostanza del Padre” (homooúsios).
L’Attualità di “Luce da Luce”
Il tema del convegno, “LUCE DA LUCE” (Photós ek Photós), è profondamente attuale. Questa espressione cristallizza la verità che in Cristo, Figlio di Dio, la divinità non è diminuita o inferiore. Riflettere su Nicea oggi significa:
Riscoprire l’Identità: Il Concilio obbliga a tornare alla domanda fondamentale: Chi è Gesù Cristo? Rispondere correttamente è la base per la teologia e la vita spirituale.
Unità Ecumenica: Il Credo di Nicea è uno dei pochissimi testi di fede riconosciuti e pregati in quasi tutte le Chiese cristiane (Cattolica, Ortodossa, e gran parte delle Protestanti). Ricordare Nicea è quindi un potente richiamo all’unità e al dialogo ecumenico.
Rapporto tra Fede e Ragione: I Padri conciliari di Nicea hanno usato un linguaggio filosofico (come il termine ousía) per spiegare un mistero di fede, dimostrando che la ragione (umano illuminato) è uno strumento essenziale per comprendere la Rivelazione (Luce del Verbo).
In sintesi, celebrare Nicea nel 2025/2026 significa onorare la chiarezza dottrinale che ha preservato l’integrità del messaggio cristiano e rinnovare l’impegno verso l’unità, partendo dalla luce che promana dal Verbo incarnato.











