Giufà come sogno dell’impunità: la fuga dal giudizio – LA SAPIENZA DI GIUFA’

Giufà come sogno dell’impunità: la fuga dal giudizio

C’è, in ognuno di noi, un desiderio segreto, un desiderio che non confessiamo a nessuno. Il desiderio di fare qualcosa di sconsiderato, di agire senza pensare alle conseguenze, di vivere, per un attimo, senza il peso del giudizio. E questo desiderio, che in noi resta un sogno, in Giufà si fa realtà. Giufà è il sogno dell’impunità, l’incarnazione di una libertà assoluta, senza le conseguenze delle proprie azioni. E come ogni sogno, non è che una proiezione della nostra anima più profonda, quella che vuole fuggire, che vuole evadere, che vuole sottrarsi al giudizio.

Prendete le storie di Giufà. Le sue azioni sono sconsiderate, irresponsabili, talvolta anche pericolose. Ma non paga mai le conseguenze. Cede la casa per un tozzo di pane e una canzone, vende il mare a un uomo che crede di comprarlo, getta il sale nell’acqua. E ogni volta, invece di essere punito, si ritrova con una ricompensa, con una risata, con un’assoluzione. Non è un caso. È la mano di un destino che lo protegge, di un fato che lo tiene al riparo. Ma è anche la nostra mano. Perché noi, leggendo le sue storie, ci sentiamo assolti. Ci sentiamo liberi di sognare l’impunità, di immaginarci senza giudizio. È il trionfo della follia sulla ragione, dell’irresponsabilità sul dovere. È la prova che la vita, a volte, non è una questione di merito, ma di fortuna. E Camilleri, con la sua inconfondibile ironia, ci ha sempre fatto capire che la giustizia, quella vera, non è sempre quella che vince in tribunale. A volte, la giustizia è una beffa, un rovescio, una risata.

L'ARCHETIPO NEL PENSIERO DI SCIASCIA

«Ogni personaggio che mi è nato, che mi si è affacciato alla mente, ha sempre avuto qualcosa di Giufà. Non la stupidità, no, quella è una maschera che serve. Ma quell'ingenuità, quella sfacciataggine di agire senza calcolo, senza un secondo fine, senza quella ragione che fa di un uomo un'ombra di se stesso. Giufà è il sogno dell'impunità, il desiderio di essere finalmente se stessi, senza il peso del giudizio, senza la condanna del mondo. E in Sicilia, questo sogno è una cosa che si respira, che ti entra nelle ossa.» L. P.

«Giufà non è il folle, no. Il folle è chi crede di essere nel giusto, chi applica le leggi senza domandarsi chi le ha scritte e a che cosa servono. Giufà, con la sua sconsideratezza, mette a nudo la fragilità di quelle leggi, la loro arbitrarietà. È un sismografo della verità, un bassotto della sapienza popolare. E come ogni bassotto, scava, scava, fino a trovare l'osso, fino a trovare la verità che nessuno vuole vedere.» L. S.

«Giufà, a mia, mi fa pensare a certe persone che ho conosciuto. Che sembrano dei santi, e invece sono diavoli. E che sembrano dei poveri cristi, e invece ti fottono pure l'anima. Giufà, dici tu, è uno che non capisce. E invece, capisce tutto, perché ha capito che in 'stu munnu, la legge è 'a legge del più forte. E che per campare, a volte, tocca farsi i furbi. O farsi i finti tonti. Che poi è 'a stessa cosa.» A. C.

Francesco Rizzo

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