Influenza ed eredità nell’opera di Leonardo Sciascia – LA SAPIENZA DI GIUFA’

Influenza ed eredità nell’opera di Leonardo Sciascia

Sciascia, il maestro del sospetto, il filosofo della giustizia, ha visto in Giufà una figura essenziale per comprendere la Sicilia. Per Sciascia, Giufà non è solo un personaggio, ma una metafora. La sua ingenuità, la sua incapacità di comprendere la menzogna, lo rende un simbolo della verità. Come l’investigatore di Sciascia, che si muove in un mondo fatto di ombre e di menzogne, Giufà svela la verità con la sua sola presenza. La sua beata ignoranza, la sua incapacità di mentire, lo rende l’unico testimone credibile in un mondo di corrotti e di ipocriti. E la sua critica alla legge, che si manifesta con la sua incapacità di conformarsi, è la stessa critica che Sciascia ha portato avanti in tutta la sua opera. La legge, per Sciascia, non è un faro di giustizia, ma uno strumento di potere, un’arma che viene usata per difendere gli interessi dei potenti. E Giufà, con la sua stupidità, la disarma, la rende ridicola, la mette in crisi. E in questo senso, l’eredità di Giufà nell’opera di Sciascia è l’idea che la giustizia non è una cosa che si trova nei codici, ma una cosa che si trova nel buon senso, nella moralità, nella dignità umana.

IL SIPARIO CHE NON SI ABBASSA MAI 

«La vita, si sa, è una rappresentazione. E quando pensi che il dramma stia per finire, ecco che un personaggio, uno dei tanti, un Giufà, ti si para davanti e ti fa una smorfia, una di quelle che ti fa ridere e piangere allo stesso tempo. E capisci che il sipario non si abbassa mai per davvero, che la commedia continua. Perché la follia, ah, la follia, è l'unica cosa che ci tiene in vita.» L. P.

«Giufà non è solo un personaggio, è un'idea. L'idea che la verità, a volte, si nasconde nella stupidità. L'idea che la giustizia, a volte, si trova nel rovescio. L'idea che il potere, a volte, è solo una maschera. E in un mondo come il nostro, dove tutto è apparenza, Giufà è il bassotto che scava, scava, fino a trovare la verità. E la verità, si sa, non è mai una cosa semplice.» L. S.

«Giufà, a mia, mi fa pensare a 'u me patri, a 'u me nonnu, a 'u me popolo. Un popolo che ha imparato a difendersi con 'a risata, con 'a beffa, con 'a furbizia. Perché 'a legge,
'a legge dei potenti, a 'na certa, non ti serve a nenti. Ti serve 'a testa, 'u cuore, l'istintu. E Giufà, di 'stu cuncettu, è 'u cchiù granni maistru. 'U cchiù granni, e 'u cchiù scemu.» A. C.

Francesco Rizzo

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