Oro, Fango e Memoria Mediterranea. Il teatro della realtà

L’ultima fase del progetto “Pirandello. Un ritratto in sei atti” si focalizza su quello che l’artista definisce il “Teatro della realtà”. Per Giorgio Kiaris, l’incontro con l’universo pirandelliano non è stato un esercizio di stile, ma una cattura sensoriale che ha restituito una visione tridimensionale, poliedrica e plurima dell’esistenza. In questo processo, l’artista si è fatto contemporaneamente attore e spettatore, muovendosi dentro una struttura concettuale triangolare che richiama la conformazione stessa della Sicilia, terra d’origine del drammaturgo.

Questa sintesi si manifesta attraverso:

  • Le Quinte Scenografiche: Le pagine del volume e le tele diventano quinte teatrali che proiettano pieni e vuoti, specchiando le pieghe del carattere umano.
  • Il Chiaroscuro dell’Anima: Luci e ombre si interpongono alle parole, trasformando la superficie pittorica in un “libro dentro il libro” e in un “teatro dentro il teatro”.
  • Il Segno come Scrittura: Ogni gesto grafico di Kiaris genera un “seme” che dà vita a un linguaggio continuo, un processo infinito che ruota come il cosmo e ritorna sempre al punto di origine per rigenerarsi.

L’opera di Kiaris si erge come un ponte indissolubile tra la letteratura e la materia. La sua “sinfonia visiva” integra elementi storici e culturali profondamente radicati nel paesaggio dell’anima isolana:

  • Echi Bizantini e Normanni: L’uso delle lamine dorate non è solo simbolico ma rievoca le tessere dei mosaici delle basiliche antiche, creando un contrappunto di luce rispetto al caos materico.
  • Assonanze Arabe: Il Mediterraneo emerge come un serbatoio di memoria che continua a scrivere la storia dell’uomo moderno, influenzando la gestualità e il segno dell’artista.
  • La Macchina Infernale: Kiaris riflette sulla condizione dell’uomo moderno, intrappolato in un meccanismo simile alla “macchina infernale” di Chaplin, dove tutto rischia di diventare prodotto senz’anima e oggetto estetico globalizzato.

Uno, Nessuno e Centomila

Il progetto culmina in una mirabile sintesi in cui il metodo si fa sostanza e il pensare si risolve nell’essere. L’opera di Kiaris invita il fruitore a un atto di redenzione attraverso lo specchio dell’arte: riconoscersi nella propria molteplicità e contraddizione per accettare che l’individuo, nella sua pretesa di essere “Uno”, si rivela fatalmente un “Ness-uno”.

“Pirandello. Un ritratto in sei atti” si chiude così come una risoluta dichiarazione artistica sulla complessità ineludibile dell’esistenza. In questo teatro senza spettatori, dove l’unico sguardo che conta è quello interiore, Kiaris e Pirandello ci lasciano con un’ultima, onesta consapevolezza: la nostra passione è reale proprio perché la nostra identità è un mosaico in frantumi.

La redazione

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Francesco Rizzo
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