Il divenire dell’accoglienza. 15 anni di “Mondoaltro”

Se il tempo è, come voleva Platone, l’immagine mobile dell’eternità, allora celebrare un quindicesimo anniversario significa fermarsi a osservare come l’eterno valore della solidarietà si sia incarnato nella storia di un territorio. La Fondazione Mondoaltro, braccio operativo della Caritas Diocesana di Agrigento, ci invita a un “Buon Compleanno” che è, in realtà, un atto di resistenza ontologica contro l’indifferenza. L’immagine centrale dell’invito — un globo racchiuso in una croce stilizzata che evoca l’abbraccio e il servizio — suggerisce che non esiste un “io” senza un “noi”. Il numero 15 posto al centro del mondo non indica solo una durata cronologica, ma la maturità di un pensiero che ha saputo farsi azione, trasformando la frontiera di Agrigento in un laboratorio di umanità universale.

In questa prospettiva, la solidarietà non è un accessorio del vivere, ma la sua struttura portante:

  • Identità in cammino: La collaborazione tra Caritas e Mondoaltro testimonia che l’aiuto non è mai un gesto isolato, ma una rete di relazioni.
  • Geografia dello Spirito: Situare l’evento in Via Barone, 2A ad Agrigento significa radicare l’infinito del messaggio evangelico nel “qui e ora” della necessità sociale.

Il richiamo al 12 marzo (12/03) risuona come un imperativo etico: “Save the Date”. Non si tratta semplicemente di ricordare un appuntamento sul calendario, ma di “salvare” un momento dedicato alla riflessione su cosa significhi oggi costruire un mondo che sia, appunto, altro rispetto alle logiche del profitto e dell’esclusione. Questi quindici anni rappresentano la sintesi tra il passato della memoria e il futuro della speranza. Celebrare Mondoaltro significa riconoscere che la vera misura di una comunità non sta in ciò che accumula, ma nella capacità di generare spazio per l’altro.

Francesco Rizzo

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