Nel cuore di una Milano che spesso corre senza voltarsi, il prossimo 21 marzo 2026 si aprirà una parentesi di riflessione pura presso il Centro La Sfera. L’evento, dal titolo icastico “Dio, Dante e la Matematica”, non si propone come una semplice lezione accademica, ma come un’ascesa dialettica verso il punto di contatto tra la finitezza dell’uomo e l’infinito del cosmo.
C’è una tensione feconda, quasi eraclitea, nel porre accanto il nome del Sommo Poeta e il rigore del numero. Spesso percepiamo la scienza e la fede (o la poesia) come rette parallele destinate a non incontrarsi mai se non nell’infinito. Eppure, nell’universo dantesco, questa separazione è un’illusione moderna.
Per Dante, la struttura dell’universo non è solo un “luogo”, ma un ordine logico-formale. La domanda che sottende l’incontro è audace: può la matematica essere il linguaggio attraverso cui l’Invisibile si rende leggibile? Se l’universo è scritto in lingua matematica, come voleva Galilei, Dante ci suggerisce che la grammatica di tale lingua sia l’Amore.
A guidare questa esplorazione saranno due figure che incarnano la sintesi tra logos e mythos:
- Orio Tomagnini, docente di Fisica, avrà il compito di tracciare le coordinate della realtà fenomenica, svelando forse come le intuizioni poetiche sulla luce e la forma anticipino concetti che la fisica moderna ha impiegato secoli a formalizzare.
- Federico Leonardi, filosofo e docente, agirà come il “Virgilio” del pensiero critico, interrogando il testo dantesco per estrarne quella visione del mondo dove la verità non è solo calcolo, ma senso ultimo dell’esistere.
L’incontro si terrà dalle 15:00 alle 18:00 in Via Asiago 51, e non mancherà un momento di “intermezzo con aperitivo” – un richiamo al simposio platonico, dove il nutrimento del corpo accompagna la convivialità dello spirito.
In un’epoca di frammentazione del sapere, riscoprire la “visione sferica” di Dante significa recuperare l’idea che la scienza non sia nemica dello stupore, ma il suo strumento più affilato. Chi cercherà di inquadrare quel QR code per l’iscrizione, non lo farà solo per assistere a una conferenza, ma per partecipare a un tentativo di ricucire lo strappo tra ciò che misuriamo e ciò che sentiamo.











