C’è un filo invisibile che lega la salute dell’uomo a quella della terra, un legame che in Sicilia affonda le radici in una storia millenaria fatta di sole, fatica e sapienza contadina. Questo filo tornerà a tendersi domenica 29 marzo 2026, nel cuore della Valle dei Templi, in occasione della 2ª Settimana della Dieta Mediterranea in Sicilia. L’appuntamento è fissato per le ore 10.00 presso l’Azienda Agricola Carbonia di Eugenia Gino, ad Aragona. Non sarà solo un evento celebrativo, ma un’esperienza sensoriale e culturale che mette al centro il “vivere bene” attraverso il recupero della biodiversità. Il programma si apre con un gesto antico quanto l’uomo: il cammino. Una passeggiata agroecologica condurrà i partecipanti tra i campi di perciasacchi, uno dei grani antichi siciliani più pregiati. Camminare tra queste spighe non significa solo godersi il paesaggio, ma capire l’importanza dell’agroecologia, promossa con forza dal Bio Distretto Valle dei Templi, per preservare un ecosistema fragile e prezioso.
Dopo il contatto con la terra, sarà la volta della riflessione. Una conversazione sulla Dieta Mediterranea vedrà confrontarsi esperti del settore sanitario e pedagogico:
- La dr.ssa Ferrara, Pedagogista Responsabile dell’Ufficio Educazione alla Salute (ASP Agrigento), esplorerà il valore educativo del cibo.
- Il dr. Vinti, noto gastroenterologo agrigentino, ne illustrerà i benefici scientifici per la prevenzione e il benessere quotidiano.
Il dialogo si tradurrà poi in pratica con una “cucinata” speciale: un menù interamente ispirato ai dettami dello stile di vita mediterraneo — patrimonio UNESCO — dove l’olio extravergine d’oliva, i legumi, il pesce azzurro e i frutti di stagione diventano medicina per l’anima e per il corpo.
L’evento, sostenuto da associazioni come Assodea Messina APS e inserito nella cornice dello sviluppo sostenibile 2020-2030, ribadisce come la Sicilia possa e debba essere la capofila di una rivoluzione alimentare che parte dal campo per arrivare al piatto. In un’epoca di globalizzazione dei sapori, ritornare ad Aragona per riscoprire il gusto del “perciasacchi” è un atto di resistenza culturale e di amore per la propria salute.











