Sabato 28 marzo, la suggestiva cornice della Chiesa del S.S. Crocifisso di Santa Elisabetta non ha ospitato una semplice presentazione letteraria, ma un vero e proprio “risveglio delle coscienze”. Al centro dell’incontro, il prof. Alfonso Cacciatore e la sua opera “Se tu non piangi: Via crucis capovolta” (edito da Il pozzo di giacobbe), un testo coraggioso che scardina la tradizione devozionale per restituirci una spiritualità cruda e profondamente ancorata al presente. Attraverso gli interventi di Giuseppe D’Oriente, Liborio Gaziano, Francesco Rizzo e la profonda lectio dell’autore Alfonso Cacciatore con un dibattito conclusivo, la serata ha trasformato l’antica meditazione dei dolori di Cristo in una potente lente di ingrandimento sulle “croci” del nostro tempo: dalle stragi silenziose del Mediterraneo alle morti sul lavoro, fino alla mercificazione dei rapporti umani. Un incontro che ha ribadito un concetto forte e chiaro: la fede non è un anestetico per sopportare la realtà, ma un’adrenalina che ci spinge ad assumere la responsabilità verso gli ultimi e i fragili della Terra.

1. Introduzione – L’autorità come servizio (Don Giuseppe e Liborio Gaziano)
- Don Giuseppe (Parroco): Apre l’incontro [00:00] presentando Alfonso Cacciatore, amico di lunga data, lodandone la passione nel trasmettere valori autentici. Sottolinea che il libro non è una Via Crucis tradizionale composta di stazioni canoniche, ma una meditazione sui giorni della Passione e, contemporaneamente, una dura critica agli atteggiamenti errati del Popolo di Dio [00:35].
- Il concetto di Potere: Don Giuseppe evidenzia un tema cardine del testo: l’autorità non deve essere intesa come dominio, ma come puro servizio [01:00]. Questo principio viene incarnato dall’esempio di Papa Francesco che, subito dopo l’elezione, andò a lavare i piedi ai giovani detenuti del carcere minorile di Casal del Marmo [03:12].
- La Chiesa Povera: Viene tracciato un percorso che parte dal Concilio Vaticano II, passa per la rinuncia alla tiara papale di Paolo VI, fino all’attuale pontificato: l’esigenza di una Chiesa “povera di spirito”, dove il denaro è uno strumento per vivere e non un idolo da accumulare [04:13].
- Liborio Gaziano (Sindaco): Prende la parola [05:32] ringraziando il parroco per aver aperto la chiesa a un evento non solo di preghiera, ma di alta cultura, e ringrazia il moderatore Francesco Rizzo per il suo continuo impegno socio-culturale nel piccolo comune [06:34].

2. L’Analisi di Francesco Rizzo – Una “Capriola” teologica e sociale
Francesco Rizzo, moderatore dell’incontro [07:51], introduce i temi chiave del libro, lodando l’approccio sociologico, antropologico e spirituale dell’autore.
- Le coincidenze temporali: Rizzo nota che esattamente 13 anni prima (2013), Papa Francesco celebrava la sua prima lavanda dei piedi come pontefice, un dettaglio che risuona fortemente con il messaggio del libro [08:44].
- La struttura “Capovolta”: L’autore fa fare delle vere e proprie “capriole” alle 14 stazioni tradizionali, condensandole in soli quattro “quadri” simbolici [09:17]. Il Dio descritto non è un’entità lontana (nell’Iperuranio), ma un Dio che abita la fragilità umana [10:13].
- Critica Religiosa e Sociale: Il libro non è solo una critica sociale, ma una severa critica religiosa. Parla delle “crocifissioni attuali”: violenza di genere, patriarcato, abusi sui lavoratori e abusi di potere [11:23]. Rizzo sottolinea una provocazione fortissima del testo: è ipocrita baciare il legno santo della croce in chiesa e poi restare indifferenti alle “croci contemporanee”, come i senzatetto o i migranti [11:46].
- Il Mediterraneo come Auschwitz: Leggendo un estratto (pag. 47), Rizzo riporta un paragone agghiacciante: il Mar Mediterraneo è un campo di sterminio silenzioso. Come ad Auschwitz era il fuoco a inghiottire la carne, oggi sono l’acqua e la sabbia a farlo nell’indifferenza generale [14:06]. A tal proposito, ricorda il triste primato dell’Italia in rapporto ai flussi migratori [14:46].

3. La Lectio di Alfonso Cacciatore (L’Autore)
Alfonso Cacciatore prende la parola [16:28], rivelando innanzitutto un retroscena: non voleva pubblicare il libro, ma l’editore “lo ha messo in croce”, e subito dopo la stesura ha affrontato un duro calvario personale legato a problemi di salute [16:52].
- Le Radici Francescane: Il suo pensiero affonda le radici nell’Ordine Francescano Secolare. Per San Francesco, la carne di Cristo si scopre nei poveri, i quali non sono meri “disgraziati”, ma coloro che riconoscono il bisogno vitale dell’altro e il primato di Dio [17:46].
- Contro la “Ricchezza Ontologica”: L’autore denuncia l’illusione moderna di bastare a se stessi. L’essere umano è stato creato da Dio “mendicante” dell’altro, bisognoso di reciprocità, non per essere solo [18:25].
- Perché una Via Crucis non tradizionale? Proporre le 14 stazioni canoniche (ideate nel 1750 da San Leonardo da Porto Maurizio) ai giovani di oggi rischia di essere un fallimento se non le si attualizza [19:07]. La Via Crucis deve incrociare il territorio, i pianti, i bisogni e i disagi delle famiglie di oggi (come quelle di Santa Elisabetta) [20:16].
- L’Incrocio di Sguardi: Richiamando il Vangelo di Luca, Cacciatore ricorda le parole di Gesù alle donne: “Non piangete su di me, ma su voi stesse e sui vostri figli” [21:10]. La contemplazione della croce deve essere un farsi scrutare da Dio, mettendo a nudo le proprie colpe e fragilità [21:39].
- L’Esperienza Diretta a Lampedusa: L’autore condivide un toccante aneddoto personale. Fu chiamato d’urgenza all’aeroporto per recarsi a Lampedusa, chiamato ad assistere Padre Anastasi e Papa Francesco durante la storica visita. Lì ha potuto toccare con mano e vedere la “enorme sofferenza” e il pianto del Papa di fronte alla tragedia dei migranti [24:27]. Riprendendo il filosofo Heschel, ribadisce che nel Mediterraneo si sta consumando una nuova Shoah [25:17].
- La Logica del Dono contro quella dello Scambio: Cacciatore fa un’analisi profonda sul concetto di dono. Spesso confondiamo il “regalo” con il calcolo (es. dare soldi ai matrimoni aspettandosi un ritorno) [27:05]. Il vero dono è assoluto e privo di condizioni, proprio come la vita data ai figli [27:58]. Gesù non ha chiesto nulla in cambio della sua morte: ha fatto un’offerta totale d’amore [29:19].
- L’Unzione di Betania: Si sofferma sull’episodio della donna che rompe il vaso di nardo purissimo (dal valore di 300 denari, circa 10 mesi di lavoro) per ungere Gesù prima della sua morte [30:04]. Mentre Giuda e i discepoli calcolano il “danno economico” mascherandolo da finta carità verso i poveri, Gesù loda l’atto gratuito della donna [30:49]. L’unzione è suprema accoglienza e pura umiltà [32:06].
- Le Croci del Nostro Tempo: L’autore sposta lo sguardo dalle Scritture al telegiornale: menziona i bambini morti a Gaza, i ragazzi ebrei massacrati all’evento musicale in Israele [34:02], l’Italia come nono produttore mondiale di armi [34:26] e la piaga delle morti sul lavoro, definite uno “schiaffo alla civiltà” [34:44]. Mette in guardia contro la tendenza costante al lamento e l’incapacità di provare gratitudine [37:59].
- L’Appello Finale: Conclude citando il pianto della Madonna delle Lacrime a Siracusa (1954) e la domanda di Papa Pio XII: “Sapranno gli uomini decifrare l’arcano linguaggio di quelle lacrime?” [38:20].
4. Conclusione e Q&A
- La Fede come “Sveglia”: Francesco Rizzo riprende la parola affermando che, contrariamente a quanto sosteneva Karl Marx (la religione come oppio dei popoli), questo tipo di fede non è un anestetico, ma un’adrenalina, una sveglia potentissima per le coscienze [39:02].
- La Teologia della Prosperità e la Guerra: Dal pubblico arriva una domanda in merito a un generale americano che pregava affinché i proiettili uccidessero, chiedendo se la religione possa trasformarsi in bestemmia [41:07]. Cacciatore risponde fermamente di sì. Sottolinea la pericolosità della “Teologia della Prosperità” diffusa in alcune aree del mondo, definendola una bestemmia continua contro Dio e contro l’uomo [42:33].
- Le Disuguaglianze Mondiali: L’autore chiude ricordando il sogno di Isaia (trasformare le armi in aratri) [43:01]. Sottolinea l’assurdità del mondo contemporaneo citando l’economista Amartya Sen: buttiamo milioni di chili di cibo mentre 900 milioni di persone muoiono di fame per colpa di una distribuzione iniqua basata sull’accaparramento, in un mondo in cui solo 11 persone detengono più della metà della ricchezza globale [43:31].

PS:
Un ringraziamento speciale e sentito va a tutti i partner, le istituzioni e le realtà associative che, con la loro preziosa collaborazione, hanno reso possibile questo profondo momento di incontro, cultura e spiritualità.
Grazie di cuore a:
- Comune di Santa Elisabetta: per il supporto istituzionale e la presenza del Sindaco, l’Avv. Liborio Gaziano.
- Parrocchia Chiesa Madre (Santa Elisabetta): e in particolare alla Chiesa del S.S. Crocifisso che ha aperto le sue porte per ospitare l’evento, con la guida accogliente di Don Giuseppe D’Oriente.
- Arcidiocesi di Agrigento: per il fondamentale patrocinio e il sostegno al dialogo teologico e pastorale nel territorio.
- Centro Culturale Hosàyntos (Editrice e Biblioteca): per il prezioso contributo culturale e organizzativo.
- Stupor Art: per la collaborazione e il supporto alla realizzazione e promozione dell’iniziativa.
- Il pozzo di giacobbe: la casa editrice del libro, fondamentale per aver portato alla luce questa “Via Crucis capovolta”.
LA REDAZIONE














