AGRIGENTO – Domenica 24 maggio 2026, alle ore 19:00, le storiche e prestigiose sale del Centro Cultura Contemporanea – Circolo dei Nobili, situato nel cuore pulsante di Via Atenea (al civico 307), ospiteranno un appuntamento letterario di rara intensità. All’interno della rassegna AriaBook – “Ogni libro, è respiro”, verrà presentato l’atteso romanzo d’esordio di Carmelinda Gentile, dal titolo “…E alla fine diventai Betty Boop” (Aurea Nox Editore). L’evento, a ingresso libero, offrirà al pubblico l’occasione di esplorare le profondità di questo testo attraverso un dialogo a più voci: l’autrice si confronterà infatti con Alice Titone e Beniamino Biondi. L’iniziativa è supportata dal Comitato Scientifico composto da Maria Luisa Zegretti, Beniamino Biondi, Carmelo Falco e Francesco Rizzo.
Il titolo dell’esordio letterario di Carmelinda Gentile, “…E alla fine diventai Betty Boop”, potrebbe inizialmente trarre in inganno il lettore disattento, suggerendo atmosfere di bidimensionale e frivola leggerezza pop. Eppure, come ha ampiamente evidenziato la critica letteraria, addentrandosi in questo testo ci si imbatte in una narrazione esistenziale vertiginosa. L’autrice, volto noto al grande pubblico per aver interpretato “Beba” ne Il commissario Montalbano e per il suo encomiabile lavoro teatrale tra l’INDA di Siracusa e l’Olanda (dove ha fondato l’Associazione Korego), sceglie di spogliarsi delle vesti attoriali per offrirci un diario emotivo di rara potenza.
Il libro non è un semplice memoir sulla malattia. È un mosaico vibrante fatto di storie, poesie, riflessioni e frammenti di umanità. La diagnosi di un tumore al seno arriva tra le pagine come uno strappo brutale, un confine netto che separa inesorabilmente “il prima dal dopo, il giorno dalla notte”. Ma la risposta della Gentile non è la resa. Attraverso una scrittura che è stata definita chirurgica e, al contempo, profondamente poetica, l’autrice compie un’operazione di disvelamento: le cicatrici non vengono nascoste, ma illuminate. È magistrale la sintesi racchiusa nella frase manifesto del testo: “…solo l’amore può guardare le cicatrici e non scappare, e solo davanti all’amore le ho potute raccontare.” Molteplici voci critiche sul web si sono soffermate sul geniale parallelismo con Betty Boop. L’icona degli anni ’30 non è qui un semplice vezzo estetico, ma assurgere a simbolo perfetto di femminilità resiliente. Quella Betty Boop dalla bocca a cuore, sensuale ma intelligente, irriverente e fieramente indipendente, diviene l’alter ego necessario per affrontare la fragilità dell’esistenza. “Diventare Betty Boop” significa riappropriarsi dell’ironia e del sorriso come strumenti di lotta; significa rivendicare il diritto alla leggerezza proprio quando si è chiamati a guardare l’abisso.
Leggendo il testo, emerge chiaramente come questo libro sia un autentico inno alla vita che resiste. Non a caso, l’esperienza personale si fa universale, dando vita anche a progetti concreti come Passo dopo passo, volto a sostenere i pazienti oncologici e chi li assiste. L’assunto dell’autrice – “Amare è dare. Recitare, cantare, scrivere è un atto d’amore” – permea ogni singola pagina. La prosa della Gentile è fluida, accogliente, ma disseminata di asperità calcolate. Costringe chi legge a fermarsi, a guardarsi dentro, offrendo quello che il format AriaBook promette fin dal nome: un respiro profondo. “…E alla fine diventai Betty Boop” ci ricorda che ci sono storie che non nascono solo per essere scritte, ma per essere condivise, perché custodiscono frammenti di una verità che ci riguarda tutti. È la testimonianza che l’arte e la parola, mosse da un’autentica urgenza, sono il salvagente più sicuro per attraversare le tempeste della vita.
L’appuntamento è dunque fissato per le ore 19:00 di domenica 24 maggio. La cittadinanza, gli appassionati di letteratura e chiunque sia alla ricerca di un confronto autentico sui temi della resilienza e della memoria emotiva, sono calorosamente invitati a partecipare.












